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“Quando avrete assaporato il volo, sempre camminerete con gli occhi volti al cielo, perché lì sarete stati, e lì bramerete di tornare…”

Leonardo Da Vinci

Sono passati quasi 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, poco più di 100 dal primo volo dei fratelli Wright, e ancora oggi non c'è bambino che non guardi affascinato ed incredulo al passaggio di un aereo in cielo. Il volo continua ad affascinare e a rappresentare il sogno di tutta una vita.

Oggi definiamo col termine di Volo Libero tutte le discipline sportive che permettono all'uomo di volare senza l'ausilio di un motore. Rientrano in questa categoria il Paracadutismo, il Parapendio, il Deltaplano, e il Volo a Vela. I praticanti di queste discipline hanno una sola, grande, passione in comune: amano stare per aria e le sensazioni che da ciò derivano provando un senso di benevola invidia per gli uccelli (specie i rapaci) e per la loro innata attitudine al volo. I paracadutisti sono gli unici che non utilizzano alcuna 'interfaccia' per volare, il loro rapporto con l'aria è diretto e si servono del loro corpo per pilotare i loro movimenti riuscendo a compiere evoluzioni estremamente spettacolari e complesse. A fronte di questo non trascurabile vantaggio devono rinunciare alla soddisfazione di compiere grandi distanze. Tutte le altre discipline del volo libero puntano invece a percorrere distanze variabili a seconda del mezzo utilizzato. Ciascuna ha i suoi pro e i suoi contro. Il Parapendio è facilmente trasportabile, atterra in poco spazio, ma ha performance ridotte; il Deltaplano richiede un po' più di organizzazione a terra ma consente di volare con 'le ali sulle spalle'; l'Aliante è il mezzo che permette le performance migliori ma richiede una buona organizzazione a terra, e spazi di atterraggio un po' maggiori. Per tutti, la possibilità di fare un volo più o meno bello dipende unicamente dalla capacità del pilota di gestire il suo mezzo in sicurezza e di 'leggere' il cielo, le sue correnti, le sue nuvole, i suoi venti, sfruttando l'enorme quantità di energia sempre presente nell'atmosfera.

Il Volo a Vela è un'esperienza molto soggettiva: c'è chi si diverte a fare il volo senza allontanarsi molto dal campo di partenza, chi invece prova piacere a sperimentare e scoprire le sempre nuove condizioni meteorologiche, chi preferisce i voli di distanza, chi quelli di velocità, chi l'acrobazia. Per alcuni è un hobby, per altri un modo economico di volare per tutto il giorno, per molti è uno sport. Quest'ultimo aspetto è ciò che lo differenzia dal volo a motore. Volare a motore richiede perizia e preparazione, ma due piloti di media esperienza compiranno lo stesso percorso da A a B allo stesso modo. Nel volo a vela il pilota effettua continuamente scelte che derivano da una soggettiva analisi della situazione meteorologica nella quale si trova, e capita spesso che gruppi di piloti effettuino strade completamente diverse per andare da A a B. Alcuni arrivano in un lampo, altri ci mettono di più, altri ancora sono costretti a tornare indietro o ad atterrare. I buoni vincono sempre ... o quasi.

Molti non sanno che questo tipo di volo non si riduce ad una semplice planata: il record mondiale di distanza su tre punti è di ben 3.009 Km percorsi ad una velocità media superiore ai 200 Km/h raggiungendo in alcuni punti la quota di 8.500 m. Com'è possibile? Nell'atmosfera esistono enormi quantità di energia che il pilota di volo a vela impara a riconoscere e a sfruttare. Tutti sono più o meno familiari col vento che corre lungo la superficie della terra, ma molti non pensano a come quel vento si sia formato e come si comporti in presenza di catene montuose. Ebbene, ci sono anche venti verticali, correnti di aria che salgono e scendono nell'atmosfera, tutti questi spostamenti sono ovviamente strettamente collegati e rappresentano uno la causa dell'altro. I comuni modi di guadagnare quota in aliante sono rappresentati dalle correnti Termiche e da quelle Dinamiche. Su ciascuna modalità sono state scritte pagine e pagine di trattati di meteorologia e si discute tutte le sere in ogni club durante la cena che segue al volo.

Le Correnti Termiche sono correnti di aria calda che salgono a causa dell'irraggiamento solare. Il sole scalda la terra in maniera non uniforme in quanto i diversi tipi di terreno, o di acqua, assorbono il calore in modo non omogeneo; il calore viene poi trasmesso all'aria sovrastante e quando la differenza termica tra una massa d'aria e quella circostante comincia ad essere sufficiente l'aria più calda comincia a salire. Si formano così correnti termiche il cui diametro (ma non è detto che siano proprio circolari) può variare dai pochi metri a qualche chilometro, la cui quota può arrivare fino a 3.000 m o più, e la cui velocità ascensionale varia mediamente tra i 3 e i 25 Km/h. L'apparente 'leggerezza' dell'aria può trarre in inganno sulla dimensione delle forze in gioco, ma se si considera che un metro cubo d'aria pesa mediamente 1.3 Kg si capisce come una termica sposti masse di migliaia di tonnellate confronto alle quali il peso di un aliante diventa irrilevante. Se le condizioni lo permettono, l'aria che sale ad un certo punto comincia a condensare creando nuvolette dette cumuli: amatissime dai volovelisti.

Le Correnti Dinamiche hanno origine dai venti orizzontali: quando un vento soffia in direzione più o meno perpendicolare ad una catena montuosa sarà per forza costretto a salire per superarla. E' così che sui pendii della stessa esso assume componenti verticali che il pilota di volo libero riesce a sfruttare e a trasformare in quota, velocità e distanza. In alcuni particolari casi, la stessa situazione, favorisce la creazione di un fenomeno definito Onda. E' la situazione che permette il raggiungimento delle massime quote ed è caratterizzata da un movimento ondulatorio della massa d'aria: in pratica il vento spinge l'aria ad una quota superiore a quella alla quale la stessa sarebbe in equilibrio, non appena finisce il pendio essa quindi comincia a scendere e scende per inerzia ad una quota inferiore a quella di equilibrio, viene quindi spinta di nuovo verso l'alto. Quando queste oscillazioni si amplificano anziché smorzarsi si trovano sottovento alle catene montuose potenti correnti ascensionali. Le nuvole che caratterizzano questa situazione sono le lenticolari. Mentre in tutti gli sport motoristici, prima o poi, la spinta del motore crea abitudine e smette di stupire, nel Volo a Vela ciò non succede in quanto il motore dell'Aliante è l'aria (con le sue correnti, i suoi venti, le sue nuvole) e in meteorologia non si è mai vista una giornata uguale all'altra. Correnti termiche e dinamiche rappresentano le principali modalità di sostentamento anche per gli uccelli, è da loro che i piloti imparano ed è spesso con loro che si vola.

Il volo comincia solitamente grazie ad un breve Traino Aereo o tramite un lancio col Vericello. Nel primo caso un aereo a motore traina l'aliante ad una quota (di solito 600 m) sufficiente a permettere al pilota di cercare un ulteriore ascendenza e proseguire il volo in maniera autonoma. Nel lancio col vericello un lungo cavo di acciaio viene attaccato all'aliante ed avvolto rapidamente su di un tamburo. Si tratta di un sistema di decollo più economico ma che si presta ad essere utilizzato con successo solo in certe particolari condizioni.

Il Volo, quello vero, comincia però con lo sgancio. Da questo istante, ma in realtà già dalla mattina quando si arriva in aeroporto, il pilota osserva, valuta e stima continuamente la situazione meteorologica nella quale è immerso in modo da poter prendere le continue decisioni che il pilotaggio richiede. E' un processo continuo di valutazione, verifica, scoperta, adattamento delle proprie stime sulla base degli errori commessi, decisione su come e dove procedere, nuova valutazione e così via. Non è fisicamente faticoso ma richiede una certa concentrazione. E' uno sport molto istruttivo in quanto abitua a pensare in anticipo, a fare affidamento solo su se stessi, ad imparare dai propri errori e a prendere continuamente decisioni che influenzeranno il seguito del volo. Sebbene si voli normalmente con alianti monoposto si tratta di uno sport che ha molte caratteristiche dello sport di squadra: è necessario l'aiuto di altri piloti per decollare e manovrare a terra, capita spesso di volare in gruppi di 2 o più piloti coi quali si è in costante contatto radio, a volte serve una mano per il ricupero dell'aliante quando non si torna ad atterrare nel campo di partenza.

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